sabato 11 aprile 2009

BENVENUTI

Questo blog vuole essere uno spazio per scambiare esperienze e riflessioni sull'uso delle Webquest nella didattica delle lingue.
Qui si possono proporre i propri problemi e ricevere consigli ed opinioni

33 commenti:

  1. Saluto tutti Voi che parteciperete a questa iniziativa e vi avverto subito che potrei un po' farneticare "mediaticamente parlando", perchè non ho mai partecipato ad un blog e ci ho messo un bel po' per decidermi a cominciare...
    Allora, nel merito:
    Le Webquest nella Didattica delle Lingue...
    Secondo i miei appunti, presi ad un corso specifico, presso il Goethe-Institut, presentano tutta una serie di vantaggi e praticamente l'unico svantaggio di dover superare la barriera dei nuovi media, ancora non accessibili a tutti...
    ...Ma tutti voi sapete già bene che cosa sia questo oggetto misterioso?
    Se mi promettete di considerarlo un semplice esercizio di iniziazione, da parte mia e di non dargli perciò troppo peso, io mi permetterei di riassumere, per me stessa, più che per Voi, di che diavoleria si tratti...
    Una WQ dovrebbe di solito fare uso di materiali autentici, tratti esclusivamente dalla rete, dovrebbe focalizzarsi su temi di attualità ed offrire occasioni per comunicare nella LS.
    E' di solito dedicata ad una specifica comunità (ad es. la classe per cui è stata creata), ma può poi essere utilizzata da altri destinatari, su tutta la rete.
    Formalmente ha una pagina-copertina, una pagina introduttiva, con lo scopo di orientare l'utente ad un certo compito che verrà assegnato. Quest'ultimo viene descritto nei particolari e si menziona un certo prodotto che ci si aspetta dalla soluzione della Webquest.
    Vengono anche fornite le fonti a cui attingere per svolgere il compito, sotto forma di contatti web, di indirizzi e-mail, di data bases, di documenti o altro...
    Anche il processo può essere guidato, attraverso l'indicazione di determinati passi obbligatori.
    I criteri di valutazione vengono dichiarati in partenza, come i termini di soddisfazione del risultato: quanto elaborato deve ad es poter essere riutilizzato in altro contesto (criterio di spendibilità del prodotto)-.

    Le WQ vengono consigliate nella didattica delle LS per l'alta esposizione alla lingua di arrivo, attraverso i media elettronici, molto graditi ai ragazzi; anche il sistema, tipo Caccia al Tesoro, sembra incontrare il favore delle nuove generazioni, che desumono dai siti indicati dall'insegnante le informazioni selettive a cui il/la prof attribuisce grande importanza ed imparano divertendosi.
    Una WQ pare sia anche uno spazio ampiamente autogestito, perchè se è vero che gli obiettivi sono guidati, è vero anche che i percorsi per arrivarci sono i più disparati ed implicano un bel "bagno linguistico" per tutti i soggetti coinvolti. E' probabile che lungo qs percorsi i nostri studenti si intrattengano con madrelingua ed abbiano occasione di praticare la lingua di arrivo e di entrare in contatto diretto con aspetti di civiltà o di cultura di arrivo...
    Operazioni di skimming/scanning/selezione di informazioni ricercate sono all'ordine del giorno ed assolvono anche alla funzione metacognitiva implicata dal "gioco."
    Insomma, se avevate dubbi che servisse, ora che vi ho tediati così a lungo ne avrete ancora di più...perciò cercate sulla rete qualche WQ relativa alla Vs LS e vedrete che la pratica sarà più accattivante del mio lungo sproloquio....che però sarà valso- spero- ad abbattere un po' le mie ore trasversali residue, che ne dite?? A presto. anna maria fabbro

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  2. P.S. Vi avverto che le correzioni che ho apportato al primo post non sono state recepite dalla macchina infernale... ce ne vorrà perchè mi convinca davvero che un blog faccia al caso mio!!! anna maria

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  3. Saluti a tutti. Eccomi qui anch'io a dire la mia opinione sul webquest.
    Per certi versi sono convinta che l'utilizzo di Internet in generale possa fornire delle valide alternative agli stili di insegnamento e di apprendimento tradizionali.
    Ma ritengo che si debba essere molto prudenti nell'utilizzo di questi materiali accattivanti e "belli e pronti", sicuramente una tentazione per noi insegnanti (o meglio aspiranti tali...) e una bella scappatoia per quelle volte in cui la classe appare irrequieta e indisciplinata. Non so fino a che punto sia costruttivo proporre agli studenti l'utilizzo del webquest, a meno che non si trovi il modo di sfuttare le risorse informatiche per incentivare un'interattività tra gli allievi, questa sì che va incoraggiata.
    Penso che l'uso di Internet in prima persona da parte degli studenti, seppure a fini didattici, debba essere limitato, perchè in generale davanti al computer si passa fin troppo tempo. E questo secondo me è diseducativo.
    Valentina Vaclik

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  4. Benvenute ad Anna e Valentina.
    Certo che Anna, per essere una che non ha mai partecipato ad un blog, ha iniziato bene, riassumendo le cose importanti dell'argomento.

    Sono d'accordo con Valentina: "usare" ma non "abusare".
    Non dobbiamo diemnticare che il computer è uno strumento che si deve "piegare" in base ai nostri obiettivi. A volte purtroppo si cade nell'errore di modificare le nostrea attività come se il computer fosse il fine e non il mezzo.
    milvia

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  5. Ciao a tutti, dopo aver terminato la tesina per Chicco, eccomi qua a dire la mia. Premetto che sono una fan delle NT nella scuola: perché credo che ci avvicinino agli studenti facendoci sentire meno distanti da loro che già le usano e non smetteranno di farlo, per evitare di "diventare" analfabeta (il nuovo analfabetismo - dice U. Eco- è quello informatico, e poi perché le NT, se usate bene, sono un potente strumento di democrazia in tempi in cui l'informazione cartacea è sempre più dominata da poteri non sempre chiari (per non dire "occulti"). Grazie a questi mezzi oggi l'accessibilità delle informazioni è molto più aperta che in passato e compito di una scuola democratica è anche insegnare l'uso di questa accessibilità. Le web quest sono uno dei modi in cui si può iniziare a farlo. Mi pare che, se ben impostate, con obiettivi chiari e percorsi stabiliti o provati precedentemente, possono contribuire a far apprendere cosa significa fare una ricerca in rete selezionando le informazioni e i siti, stabilendo una gerarchia di fonti importanti o riconosciute, di fonti autorevoli, insomma. Questo, non solo finalizzato a fare buone tesi di laurea ma anche a creare cittadini capaci di non annegare nel mare di informazioni buone e cattive che quotidianamente ci invadono.....
    Barbara

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  6. A quanto ne so e vedo, i ragazzi di oggi sono molto abili utilizzatori delle nuove tecnologie, si tratti di computer, lettori dvd, lettori mp3 o altri strumenti ancora più sofisticati... Questo perchè la multimedialità è una fonte di informazioni estremamente attraente, e ciò è sicuramente il suo maggior punto di forza. Il ferro da stiro e la lavatrice non hanno questo successo perchè sono poco multimediali. Me ne rendo conto anche io, personalmente... ;-)
    Scherzi a parte, mentre cerco di approfondire la tematica dei webquest mi sono resa conto che essi possono essere di varie forme ed in certi casi possono richiedere delle vere e proprie attività concrete da parte dei gruppi di studenti coinvolti. Questo tipo di webquest mi sembra molto adatto per il caso delle lingue straniere.
    Nel caso dell'inglese, per esempio... trattandosi della lingua principale dei contenuti che si possono trovare in internet, si potrebbe pensare che basti navigare in rete alla ricerca di qualsiasi genere di informazioni per apprendere la lingua. Secondo me questo è vero solo in parte e comunque solo per chi ha già una conoscenza abbastanza buona della lingua... Si impara qualche nuovo vocabolo, etc... ma è difficile fare grossi progressi a meno che le proprie ricerche non siano proprio finalizzate al miglioramento delle proprie capacità linguistiche. In gran parte dei casi non è così e si naviga in rete con altre finalità.
    I webquest invece contengono delle informazioni ben strutturate e devono guidare l'allievo in un percorso preciso, fornendo una serie di strumenti e indicando un chiaro obiettivo. Sto cercando ancora qualche esempio di webquest veramente finalizzato all'insegnamento delle lingue straniere. Ma mi sto convincendo che i webquest possano essere cosa buona.
    Valentina Vaclik

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  7. Ho inserito dei link, anche per Valentina: forse attraverso INDIRE puoi trovare qualche soddisfacente WebQuest finalizzata all'insegnamento delle lingue.
    Segnalaci le tue scelte e spero che anche altri lo faccinao
    Milvia

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  8. In velocità, per Valentina, guarda questo esempio du webquest; è in spagnolo ma prova solo a vedere come è organizzata e come potrebbe essere utilizzata in un Istituto turistico.....
    http://www.webquest-ele.net/organizar%20una%20estancia/proceso%20organizar.html

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  9. Grazie dei suggerimenti e dei link che mi avete segnalato. Sicuramente li visiterò.
    Ho già visto vari esempi di webquest e vorrei conoscere la vostra opinione. Secondo voi un generico webquest in lingua può essere usato per la didattica della lingua straniera?

    Ribadisco che non credo sia compito del docente di lingua insegnare a fare ricerche nel web o trasferire competenze informatiche agli allievi. Ogni attività svolta dovrebbe avere un fine dal punto di vista dell'apprendimento linguistico. Le altre cose sono risultati "trasversali", ben vengano, ma come insegnante di lingua (o aspirante tale... :) non sono i risultati principali che punterei ad ottenere, ovviamente, dall'utilizzo dei webquest nella didattica.

    Tornando alla domanda che vi ho posto, io per certi versi credo che la cosa sia possibile perché il docente può utilizzare parzialmente il webquest, per esempio scegliendo solo le attività che vede maggiormente adatte ad innescare un dialogo, a esplorare un certo sottoinsieme di vocaboli oppure un certo gruppo di regole grammaticali.

    Ma ancora mi chiedo se sia davvero da ricercare una tipologia di webquest proprio orientata alle lingue. Mi piacerebbe molto che esistesse del materiale sviluppato "ad hoc" per questa funzione e sto pensando a come vorrei che fosse strutturato.

    Ripeto, grazie dei suggerimenti e dei link che mi avete segnalato. Sicuramente li visiterò. E perdonatemi se qui ho fatto un CTRL + C...
    Valentina Vaclik

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  10. Comprendo i dubbi di Valentina, comunque non penso che far usare una webquest ai ragazzi significhi impegnanrsi a trasmettere loro delle competenze informatiche.

    Per quanto riguarda le webquest orientate alle lingue, ce ne sono moltte: non dimentichiamo che lingua significa anche cultura!!

    Ho inserito una nuova sezione di link dove inserire le webquest da voi segnalate e la ho inaugurata con quella di Barbara.

    milvia

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  11. Dopo lunga ricerca... ho finalmente trovato questi due webquest:

    http://questgarden.com/46/50/2/070224121051/index.htm

    This webquest is to help students prepare for the OGT and standardized tests. The focus is on English grammar mechanics and usage.

    http://questgarden.com/47/78/0/070312114233/

    Participants will gain a greater understanding of phonemic awareness, phonics, fluency, vocabulary, and comprehension as well as the relevance of these topics to effective reading instruction.

    Il secondo ha quasi un taglio da "webquest per insegnanti". Comunque sono entrambi due webquest proprio orientati e mirati verso alcuni particolari aspetti dell'insegnamento della lingua.

    Si percepisce immediatamente però come tali webquest forse siano poco indicati per la didattica nella scuola media o superiore. Sono più adatti per un'approfondimento di tipo individuale. Danno pochi spunti di conversazione e non danno grossi stimoli all'utilizzatore. L'utilizzatore di questi webquest deve essere motivato e interessato al particolare argomento e obiettivo che i due webquest si prefiggono.
    Valentina Vaclik

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  12. Buongiorno a tutte(/i)! Dopo avere trascorso quasi mezz'ora per capire come iscrivermi al forum (e questo la dice lunga sulle mie competenze informatiche...), eccomi qui a dire timidamente la mia su questo argomento. Mi collego a quanto postato da Valentina il 16 aprile e, in particolar modo sia alla domanda "Secondo voi un generico webquest in lingua può essere usato per la didattica della lingua straniera?", sia all'affermazione "Ribadisco che non credo sia compito del docente di lingua insegnare a fare ricerche nel web o trasferire competenze informatiche agli allievi". Penso di comprendere il pensiero di Valentina e in parte lo condivido: il docente - qualsiasi materia insegni - deve sicuramente riempire con contenuti specifici il suo insegnamento ma, e qui dissento, ha anche la grande possibilità di riempire di cultura (in tutte le sue sfaccettature) il suo intervento educativo. I ragazzi che abbiamo di fronte sono come spugne, assorbono tutto ciò che noi trasferiamo loro (anche coloro che fanno finta di essere poco interessati a ciò che diciamo) e se io posso aggiungere un tassello (sebbene minimo) alla loro cultura e alla loro conoscenza globale, lo considero una piccola vittoria. Sarei molto soddisfatta se riuscissi non solo a insegnare ai miei studenti il corretto uso del congiuntivo e dell'imperativo in fancese, ma anche a fare ricerche nel web e a trasferire loro delle competenze informatiche. Questo sarebbe un valore aggiunto alla mia didattica e al mio ruolo di insegnante. Quindi, a mio avviso, per rispondere alla domanda di Valentina, ritengo che anche un generico webquest in lingua possa essere usato per la didattica della lingua straniera. Anche un apparentemente generico webquest in lingua può infatti trasmettere tanto da un punto di vista culturale poiché, a mio modesto parere, insegnare una lingua significa soprattutto permettere un confronto con
    una cultura differente dalla nostra.
    Buon 25 aprile a tutte/i!
    Alessia

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  13. Buongiorno a tutte(i). Sono andata a curiosare nei link che sono stati postati e tra me e me mi è sorta spontanea un'osservazione che vorrei condividere con voi: non avevo mai sentito parlare prima d'ora di una webquest e mi spaventava l'idea di doverne realizzare una(non sapevo da che parte partire...) fino a quando ho provato concretamente, cercando di realizzare una webquest trilingue insieme ad Anna Maria e a Barbara. Seguendo passo passo le indicazioni di un sito di cui non ricordo più il link (ma vedo di cercarlo) e aiutata dall'esperienza delle mie colleghe, la webquest si è realizzata in modo facile e creativo. Pensavo quindi che anche per i nostri studenti seguendo le indicazioni di un webcreator (si chiama così??) potrebbe risultare molto facile e molto creativo cimentarsi con la creazione di webquest con argomenti suggeriti da noi insegnanti oppure pensati da loro. E gli argomenti potrebbero essere davero innumerevoli e interdisciplinari. Torno al lavoro. Buona giornata

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  14. Buongiorno! Questa mattina, alla giornata di Formazione dell'A.N.I.L.S. a Trieste,ascoltando l'intervento del Prof. Porcelli ("Il grande gioco dell'inglese: come condurlo") e conversando con una relatrice, Valentina Knabe (che ha realizzato un bel esempio di didattica multimediale), riflettevo sull'utilizzo della webquest nella scuola primaria o nella scuola secondaria di primo grado. E, girovagando in internet, ho trovato questo link che volevo segnalarvi: http://www.bibliolab.it/webquest.htm.
    Sono webquest rivolte fondamentalmente al primo ciclo di insegnamento ma ci sono esempi da cui potremmo ispirarci per creare i "nostri" prodotti. Oppure, dai quali partire, per realizzare una progettualità interdisciplinare. Vi segnalo inoltre: www.patentino.sonda.it/Img_file/39-42-dossier.pdf, forse non è molto "accademico" ma può esserci sempre utile poiché sono presenti alcuni link.
    Buon pomeriggio.
    Alessia

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  15. Ciao a tutte! Eccomi approdata anch'io sul blog per dire la mia sulle webquest. Premetto che mi è stato necessario documentarmi prima di riuscire a esprimere un mio parere in merito. Dunque in maniera succinta se non ho compreso male dicesi webquest un’attività che stimola gli studenti a compiere ricerche di informazioni su uno specifico argomento e a svolgere determinati compiti; il suo ambiente è costituito da uno scenario, dalla descrizione dei compiti e dalle risorse; le finalità sono quelle di far acquisire capacità di ricerca in rete, di selezione del materiale e della sua utilizzazione in ambiente adatto. Si tratta di una modalità di lavoro fortemente connotata dal lavoro cooperativo e da strategie di problem solving. Questa metodica è stata ideata da Bernie Dodge nel 1995 . Egli distingue, in base alla durata, due tipi di webquest: una di due-tre lezioni finalizzata alla raccolta di dati conoscitivi e alla loro strutturazione (Short Term WebQuests) e una seconda di lunga durata (Longer Term WebQuests) che giunge alla rielaborazione del materiale, raccolto intorno a uno specifico argomento, in uno specifico prodotto. Ora riflettendo in merito e alla luce dei vosri interventi devo dire che mi è toccato ricredrmi sull'utilizzo delle tecnologie informatiche nella ddattica delle lingue. Infatti per chi ormai mi conosce da 2 anni sa che io sono un'irriducibile e fanatica della gramatica intesa per me come punto di forza. Ma in tre anni di insegnamento, approcciando studenti con i più svariati stili di apprendimento, come dicevo mi son ovuta ricredere e devo ammettere che se giustamente utilizzate le nuove tecnologie possono favorire l'apprendimento anche laddove sembrava un'impresa impossibile. Come dicevo infatti in occasione del mio esame di Glotto, mi hanno spronato in modo particolare ad aprirmi ale tecnologie informatiche i miei studenti meccanici dell'Enaip, con i quali è impensabile mettere in atto una lezione di tipo frontale. E come mi hanno detto proprio ieri "ha visto prof., lei è cresciuta con noi, e noi siamo cresciuti con lei". E penso sia proprio così si cresce sempre e soprattutto c'è sempre da imparare anche er un'irriducibile vecchio stampo come me ;)

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  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  17. Sì, ehm chiedo scusa, ma mi firmo che sennò sembra di avere un'intrusa nel blog: tutti i post col nome Giada sono in realtà di Rosalba :) ho utilizzato l'account di un'amica!
    Rosalba Popeo

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  18. Riporto qui di seguito, citandoli, quelli che potrebbero essere degli eventuali punti i forza delle wbquest.
    "Un primo aspetto di positività dei webquest è la creazione di un ambiente di apprendimento “in situazione”. Questo fatto avvicina il nostro metodo alla didattica costruttivista per la quale gli obiettivi non sono organizzati in maniera gerarchica come accade negli ambienti di ispirazione istruzionista , l’attività si basa sull’esperienza dell’ambiente e sui tentativi di risoluzione dei problemi e sulla riflessione di eventuali errori. “La didattica costruttivista appare seriamente interessata a conoscere i processi cognitivi, gli atteggiamenti e gli stati mentali dei soggetti che apprendono, sa che essi sono influenzati dall'esperienza, perciò ritiene importante calare i soggetti in situazioni esperienziali ricche, le quali possono determinare delle modificazioni del quadro cognitivo ed emotivo degli studenti.”

    Un secondo punto di forza è costituito dalla dimensione di lavoro cooperativo, di interazione tra gruppi di pari, di assunzione e di scambio di ruoli diversificati da parte di ogni elemento del gruppo per il raggiungimento di conoscenze e di abilità attraverso la cooperazione, il superamento dei conflitti e la condivisione dl lavoro e dei risultati. Si tratta di realizzare un ‘prodotto’, un oggetto spendibile e “le opere si mostrano capaci di produrre processi di identificazione collettiva, aiutano quindi la comunità a realizzarsi e a sostenersi” .

    Un terzo aspetto è costituito dal rafforzamento della motivazione negli alunni che rispondono a questa proposta didattica con maggior interesse rispetto alla lezione frontale perché imparano “divertendosi”, si sentono protagonisti e attivi nell’apprendimento e nell’autovalutazione continua dei metodi e dei prodotti.
    Inoltre bisogna indicare il fatto che si tratta di un oggetto didattico dinamico, che offre la possibilità di continui aggiornamenti dei siti web di riferimento, ampliamenti, modifiche rispetto al libro di testo che, nonostante le nuove edizioni, si rinnova comunque più lentamente."
    Tuttavia credo di capire e condividre il pensiero di Valentina e come lei, non credo sia compito del docente di lingua insegnare a fare ricerche nel web o trasferire competenze informatiche agli allievi. Almeno non competenze spcifiche o particolarmente complesse. Temo inoltre che ci sia un altro aspetto da non sottovalutare che è quello della gestione del tempo a nostra disposizione, sempre troppo poco e quindi alle volte insufficiente già solo per svolgere la programmazione tradizionale :( ahimè...Ciò non toglie che l'uso di tecnologie semplici (ricerche in internet, esercizi in power point, uso di cd, visione di filmati) può essere un incentivo in più per i nostri ragazzi!
    Buona festa dei lavoratori a tutte!
    Rosalba Popeo

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  19. Ciao a tutte,
    come sapete all'inizio ero un po' scettica riguardo all'utilizzo dei webquest per la didattica delle lingue. Poi, conoscendo meglio lo "strumento didattico" in questione, mi sono resa conto che non ha senso tutto questo scetticismo...

    Genericamente, un webquest può essere utile per la didattica di molte materie, vista la varietà di temi che il webquest può avere come argomento. Se poi il webquest è sviluppato in una lingua straniera, il gioco è fatto!

    Ovviamente il webquest non è uno strumento adatto ad essere usato come strumento principale per la didattica, ma piuttosto - per esempio - un utile esercizio che permette di verificare la padronanza della lingua (scritta e orale) negli studenti. E comunque, come ha sottolineato la prof. Corso, non dimentichiamo che insegnare una lingua significa anche far conoscere la cultura legata a quella lingua e, aggiungo, anche la letteratura e le altre arti, perché no?!? Per questo le ricerche in rete sono uno strumento che offre potenzialità meravigliose!

    Inoltre ritengo che i webquest siano molto adatti per lavori di tipo multidisciplinare, possibilmente condotti in co-docenza... chissà... Si potranno fare? Chissà...
    Voi che ne pensate?

    Un saluto a tutte,
    Valentina Vaclik

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  20. Ciao a tutti!
    Riprendo i contatti dopo alcuni gg di black out e vedo che i commenti sono considerevolmente aumentati...
    E' interessante notare come ci siano per lo più posizioni favorevoli all'uso delle WebQuest, anche se alcune di noi- e mi ci metto anch'io- hanno una sana paura della propria inadeguatezza a livello "tecnologico"...
    Le nostre posizioni mi sembrano per lo più allineate su un generale ottimismo riguardo alle potenzialità didattiche dello strumento; tutte più o meno ammettiamo anche l'attrattiva che questo strumento esercita su di noi e sui ragazzi, con ottime prospettive per la motivazione al lavoro; conveniamo anche sulla relativa facilità d'uso dei modelli, pronti in rete a nostro uso e consumo, ma davvero questa WQ presenta solo vantaggi e nessun limite?!?
    Ci sto pensando dopo averne aperti parecchi, a titolo di informazione personale, anche per capire meglio in quali campi e secondo quali modalità vengano utilizzati dai colleghi più esperti...
    Ebbene, a costo di essere un po' banale, ammetto che sono quasi tutti molto attraenti e che hanno una flessibilità, sia formale, sia di obiettivi davvero notevole. Ho provato ad aprirne un paio per le Elementari, immaginandone l'uso che ne potrebbe fare mio figlio: ebbene, forse ho trovato il loro punto debole...
    A mio avviso, se gli proponessi di imparare ed imitare la struttura della fiaba o se gli chiedessi di fare una ricerca storica su uno dei temi che sta trattando a scuola, tramite una WQ, si divertirebbe talmente, che poi difficilmente tornerebbe agli strumenti tradizionali, per proseguire il programma!!
    Morale: i vantaggi della WQ sono così macroscopici, che i ragazzini, soprattutto in età da Elementari o da Scuola Media ci si potrebbero abituare e potrebbero perdere qualsiasi motivazione per le forme tradizionali di apprendimento, dalle quali tuttavia, credo non possiamo assolutamente prescindere. Per questo credo che siano strumenti da utilizzare con studenti di una qualche maturità e con il criterio della premialità: vi ricordate (almeno coloro tra voi che hanno già la mia veneranda età...) i pasticcini della domenica? Se ce li avessero offerti tutti i giorni, non avrebbero avuto lo stesso ineguagliabile gusto, nè lo stesso significato di...festa...
    Perciò, da parte mia due propositi: quello di imparare bene ad usarli, per proporli in forme per quanto possibile originali e quello di non abbuffarmene e di non lasciare che i ragazzi se ne abbuffino troppo!!
    un caro saluto. anna maria

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  21. Questo post l’avevo preparato qualche giorno fa prima degli ultimi interventi e risponde a un intervento di Valentina un po’ scettico sull’uso della web quest. Lo posto lo stesso perché mi pare che, anche se alla fine ci ritroviamo tutte d’accordo sulle opportunità didattiche del mezzo WQ, forse la discussione si potrebbe allargare alla realtà scolastica in cui di fatto ci troviamo a lavorare.

    Che la webquest non sia il migliore né l'unico mezzo informatico adatto all'insegnamento/apprendimento delle lingue mi trova d'accordo: effettivamente se girate un po' sui siti di insegnanti europei (ho visto soprattutto blog di insegnanti dei paesi scandinavi e inglesi) che utilizzano le NT da anni, affermano che la WQ è obsoleta sostituibile con i blog e le wiki, più duttili e adatti alle attività comunicative e all’interazione. Tuttavia resta il fatto che la webquest, come tutte le altre attività didattiche che utilizzano la rete, è quanto meno adatta a sviluppare le abilità di comprensione e produzione scritta in L2 che rientrano perfettamente tra gli obiettivi didattici di un insegnante di lingue.
    Rispetto a quanto afferma Valentina, sono d'accordo con Alessia: un insegnante a scuola non è solo insegnante di.........ma anche un educatore che deve saper dialogare coi giovani, conoscere il loro modo di comunicare e, aggiungo, non stancarsi di cercare e stanare le loro potenzialità; finché non capiamo questo, secondo me, la scuola resterà sempre un luogo di Confine fra studenti e docenti piuttosto che territorio di Frontiera (di passaggio) e di scambio fra esperienze generazionali pur tanto diverse.
    Le questioni vere, comunque, rispetto all’uso delle tecnologie informatiche, mi sembrano quelle che riguardano la scuola reale in cui ci troviamo a lavorare, sia dal punto di vista dei colleghi che da quello delle strutture. E’ chiaro che se un insegnante deve arrangiarsi in tutto perché la scuola non fornisce il supporto tecnico e logistico, alla fine deve lavorare e combattere tanto da perdere la motivazione. Perché non si parla mai di come mantenere la motivazione anche fra di noi, oltre che tra i ragazzi? Ho visto tanti insegnanti demotivati, a scuola: persone intelligenti che si sono spente, sicuramente non a causa dei ragazzi, ma a forza di combattere con la burocrazia e la mancanza di risposte istituzionali! Io non credo che si possa parlare di mezzi, metodi, metodologie e anche contenuti senza toccare il problema della realtà in cui ci troviamo a operare, facendo finta di vivere in un paese normale. E’ il limite anche della SSiss, scusate, che potrebbe essere luogo interattivo di scambio di esperienze e discussione sulla scuola reale oltre che luogo di formazione per una scuola ideale e che non c’è, se non in qualche rara isola di efficienza e “felicità”.
    Posso aver imparato a costruire una webquest, ma se poi a scuola il laboratorio di informatica è inagibile o senza tecnico, se i colleghi cui propongo di lavorare congiuntamente su una webquest o un progetto trasversale che coinvolge le NT mi rispondono “che bello, così fanno tutto loro….” o “no, io non sono d’accordo perché i ragazzi stanno già troppo su internet…” e la preside mi fa capire che giudica l’andare in laboratorio una perdita di tempo e un modo per lavorare meno, tutta la mia formazione può andare a farsi friggere in un battibaleno e anche la mia motivazione, a poco a poco, va scemando…..visto che preparare la WQ e pensarla come fase di un progetto coerente mi porta via un sacco di tempo, diversamente da quanto avverrebbe se mi limitassi a utilizzare, anche bene, il manuale adottato per l’anno scolastico.
    Ho buttato un po’ di semi di sana polemica, non me ne vogliate, ma mi pare che in caso contrario la discussione potrebbe essere conclusa, visto che tutte ci siamo dichiarate favorevoli all’uso delle WQ nella didattica delle lingue….. ;-)
    Barbara

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  22. Arieccomi anch'io a intervenire nuovamente! Sono perfettamente d'accordo con Anna! E penso anch'io che i nostri "ragazzi" (alunni o figli che siano) non debbano assolutamente andare "viziati" nell'apprendere tramite le nuove tecnlogie, siano esse webquest o altro. Infatti, pur presentando esse numerosi punti di forza che io stessa ho citato, presentano altrettanti limiti, che si palesano meno facilmente ai nostri occhi, propensi forse a vedere più che altro i vantaggi. Ma penso che non si debba abusare! Soprattutto nel momento in cui la scuola non disponga della possibiità di far lavorare gli alunni con le nuove tecnologie, ricordando appunto, come dice AnnaM, che poi gli studenti potrebbero far fatica a ritornare alla didattica tradizionale.
    Mi confrontavo inoltre, questo week end, con una cara amica che insegna ai bambini sordo-muti, e anche lei dal canto suo, pur riconoscendo i vantaggi degli strumenti multimediali, mi ha fatto notare come non sempre essi siano a nostra disposizione e quanto tempo spesso facciano "perdere" (seppure diano un valore aggiunto alla didattica tradizionale).
    Rosalba Popeo

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  23. Buonasera a tutte.
    Parto con i pasticcini di Anna Maria alla quale dico...beata te che mangiavi i pasticcini alla domenica!! Sebbene io abbia la tua "veneranda" età i pasticcini per me erano destinati solo ed esclusivamente alle pochissime giornate di festa comandata quando la mamma di mio zio deliziava noi bambini entrando in casa di mia zia con in mano un (per me) enorme vassaio di piccoli e deliziosi pasticcini alle creme (ogni sorta di creme! persino allo zabaglione, peccato di gola incredibile per una bambina...). E, avendo goduto assai raramente di tale delizia, il desiderio di pasticcini è in me irrefrenabile!!! Come in ogni cosa, il giusto sta nel mezzo. Così, anche la multimedialità va a mio avvsio utilizzata per la realizzazione degli obiettivi che ogni singolo insegnante vuole realizzare per una classe specifica e per specifici studenti. Anch'io ho gironzolato un po' nella rete e devo dire che sono sempre più convinta che una buona webquest nasce da noi, da quello che vogliamo realizzare con i nostri ragazzi. Continuando a rispondere ad Anna Maria, proseguo riprendendo una tua affermazione e ponendoti/vi una domanda che mi sto ponendo io da un po': sei/siamo proprio sicura/e che "ci si potrebbero abituare e potrebbero perdere qualsiasi motivazione per le forme tradizionali di apprendimento, dalle quali tuttavia, credo non possiamo assolutamente prescindere"? Chi ci dice che le forme tradizionali di insegnamento/apprendimento non stiano diventando obsolete per i nostri ragazzi? Ciò che è stato l'apprendimento tradizionale per noi, potrebbe non avere più un senso per loro: rispetto a generazioni come la nostra loro sono molto più attivi (talvolta iperattivi), la loro concentrazione è diversa dalla nostra, ormai è credo quasi impossibile svolgere una lezione frontale o tradizionale senza provocare la noia e la deconcentrazione. Che sia forse giunto il momento di modificare radicalmente il nostro approccio nei confronti dei nostri studenti? E' giunto forse il momento di capire che loro sono molto diversi da noi e che quindi se voglio raggiungere un mio obiettivo devo io avvicinarmi a loro ed interessarli? Mi ricordo che circa tre anni fa ho discusso con una mia cara amica che insegna italiano in Francia e lei mi diceva di essere negativamente stupefatta dal fatto che alcuni insegnanti di francese presentassero la letteratura sotto forma di fumetti. All'epoca la cosa destò stupore negativo anche in me ma recentemente, avendo visionato un bellissimo fumetto di "Madame Bovary" ho pensato: perchè no? Se il mio scopo è quello di avvicinare i miei ragazzi a Gustave Flaubert, perchè non iniziare con un fumetto? Il fine ultimo è quello di avvicinare la nuova generazione alla letteratura; lo scopo è quello che prima o poi se lo comperino, il romanzo della Bovary, e se lo leggano pure. E se scoprono chi è Flaubert o capiscano come si effettua uan critica letteraria attraverso la multimedialità invece che attraverso strumenti tradizionali, beh, lo scopo io ritengo di averlo raggiunto...
    Ora vado, dopo torno per rispondere a Barbara.

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  24. Rieccomi, rispondere a Barbara, questa volta. Credo di comprendere perfettamente quando parli di demotivazione degli insegnanti e non so proprio come si possa combattere questo senso di insoddisfazione che molti colleghi provano. Non credo proprio ci sia una soluzione, forse la soluzione parte da ognuno di noi, da quello che riteniamo essere il nostro lavoro. Sicuramente "inventare" progetti didattici multimediali è complicato, costa fatica, dispendio di tempo e molto spesso non viene nemmeno apprezzato dagli studenti, almeno al momento. Ma creare sempre qualcosa di nuovo, porsi obiettivi differenti e stimolanti è anche un modo per tenere vivo il proprio interesse per il lavoro che svolgiamo. Mi ricordo che ne avevamo parlato un giorno, durante un intervallo: è vero, è vergognoso che in una scuola dove si insegnano in modo specifico le lingue il laboratorio sia scadente o pressochè assente (e quante scuole sono in queste condizioni!) ma la realtà nella quale ci troviamo ad insegnare è questa. E allora spetta a noi trovare soluzioni fantasiose per sopperire a tali mancanze; quel giorno avevamo pensato che possedendo un pc portatile (che numerosi di noi possiedono) e magari comperando in comune con altri insegnanti di lingua un proiettore si può sopperire alla mancanza di strumenti proponendo materiale autentico più interessante oppure facendo lavorare i ragazzi a casa sul loro pc e controllando a scuola i risultati ottenuti. Conosco insegnanti che, dopo tanti anni di insegnamento e malgrado tutte le difficoltà incontrate nel quotidiano, non solo non hanno ceduto alla demotivazione ma si sono aggiornati costantemente, utilizzano strumenti multimediali che sanno interessare gli studenti. Forse la motivazione nasce dal nostro interno e se riusciamo a incontrare altri colleghi che condividono questo pensiero, piano piano, potremmo riuscire ad ottenere grandi risultati, in barba ad una scuola sempre più "povera".
    Buona serata a tutti...ora mi cimento con la modulistica per le GAE ... :-(

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  25. La WebQuest che propongo si trova al seguente link:
    http://www.aspti.ch/webquest/webquests_ASP/EncarSon/index.htm.
    Protagonista della Web Quest è la famiglia dei Simpson. Mi sarebbe piaciuto trovarne una che proponesse un protagonista tedesco, austriaco o svizzero…. Chissà che non mi decida a progettare una mio.. magari Rex!
    E’ comunque difficile trovare uno studente che non conosca la famiglia Simpson e scegliere i famosi protagonisti giallognoli della serie televisiva può essere per i ragazzi divertente e motivante.
    La WebQuest secondo me è adatta ad una terza classe della scuola media (A1/A2) perché ai ragazzi è richiesto di cercare informazioni su una figura e presentarla in classe. Inizialmente pensavo che potesse essere indicata anche per una classe seconda, ma ricercare specifiche informazioni in lingua tedesca su internet è una competenza che i ragazzi di seconda, secondo me, ancora non sviluppano. I compiti assegnati sono due.
    Nel primo compito, in gruppi da tre i ragazzi, devono scegliere un personaggio, navigare su Internet e cercare informazioni. Ciò che mia ha positivamente colpito è che ai ragazzi viene consigliato di cercare solo le informazioni essenziali, guidandoli con delle domande specifiche. I ragazzi dunque navigano su siti scelti dai docenti (per lo più fun club.. forse un po’ troppo caotici) ma non vengono abbandonati. Non corrono il rischio del surplus di informazioni che può portarli a disperdere le loro energie. Dopo aver scelto il loro personaggio, la WebQuest propone degli esercizi realizzati con Hot Poteatos: un matching exercise e unodi di parole incrociate. Gli esercizi aiutano i discenti a attivare preconoscenze, ripassare il lessico relativo la famiglia e orientarli alla presentazione che dovranno fare alla classe. Il gruppo sceglie il materiale che preferisce: cartelloni, fotocopie, presentazione in Power Point, video, ecc. La Web Quest suggerisce che tutti devono lavorare alla presentazione. Avrei forse definito più i ruoli. Dalla mia esperienza …. se non si definisce tutto, viene fuori il pandemonio.
    Nel secondo compito invece il lavoro è a coppia. Devono scegliere un personaggio, cercare le informazioni con le stesse modalità (anche in questo caso ci sono delle domande guida), identificarsi con il personaggio che la classe deve indovinare.
    Cosa imparano gli studenti? A leggere e strapolare le informazioni di cui hanno bisogno (lettura selettiva?) le rielaborano in gruppo e le presentano. Il lessico è quello relativo alla famiglia, tempo libero, aspetto, professione ampiamente trattato in qualsiasi libro di testo della scuola media. Altra cosa: i ragazzi giudicano il gruppo e si giudiacno secondo una griglia predisposta che prende in considerazione diversi aspetti: scelta materiale, contenuti, lingua, fantasia e creatività, ecc. Mi sembra interessante.
    Ho scritto anch’io tanto perché non voglio essere da meno dei Anna Maria….. ;O)

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  26. L’intervento di Alessia è molto interessante e condivido molte delle sue opinioni.
    Le persone che intervengono in questo blog sono più fortunate di altre perché in un modo o l’altro (chi in istituti di formazione professionali, chi per supplenze, chi all’università) ha avuto qualche esperienza di insegnamento.
    Durante le lezioni di Frau Corso ho avuto l’occasione di sottolineare che il problema dello scarso utilizzo delle NT a scuola nasce il più delle volte dagli insegnanti stessi.
    Con l’autonomia il reperimento di fondi per migliorare le strutture scolastiche (laboratori informatici, officine per i professionali) dipende quasi unicamente dal Dirigente Scolastico che, a seconda delle urgenze e delle problematiche presentate dagli insegnanti stessi, decide le sue priorità. Spetta dunque a noi (quando riusciremo a restare per più di un anno scolastico nella stessa scuola… mai?) far capire a scuola e al DS l’importanza delle NT nella nostra didattica.
    Provate a chiedere nella scuola dove insegnante, quanti dei vostri colleghi ne fanno utilizzo. A me è anche capitato di osservare come le usano. L’insegnante di educazione fisica porta i ragazzi in aula informatica perché fuori piove, perché la palestra è per qualche motivo occupata da altre attività (prove teatro, donatori sangue, alpini per le loro campagne di sensibilizzazione, ecc. ecc.), perché non ha voglia di fare lezione. Potrebbe fare con i ragazzi cose splendide, ma il più delle volte li abbandona. Guardo il monitor e la maggior parte di loro gioca o chatta con il compagno vicino. Durante la mia giornata libera mi è capitato di chattare con i miei ragazzi che stavano facevano “lezione” con un collega! Quando mi capita di chiedere “Cosa avete fatto di bello con il prof. X” il più delle volte mi rispondono “Niente! Siamo andati in aula informatica…).
    Gli insegnati di lingue sono un po’ meglio… ma neanche tanto. Siccome usano il lettore cd e qualche volta fanno vedere un film in lingua (senza pensare a nessuna didattica) si sentono più tecnologici. Portano il ragazzi al computer e fanno fare loro gli esercizi multimediali proposti dalla casa editrice dell’editore del testo adottato. Carini, divertenti ma si tratta secondo me il più delle volte della continuazione della didattica più tradizionale in classe. Oltre non vanno e molti non hanno voglia di imparare e programmare un’attività multimediale. Il problema del docente di lingue (in particolare delle lingue in via di estinzione, ormai protette nelle riserve indiane: francese, spagnolo e tedesco. Si parlerà tedesco nella riserva indiana Banff in Canada?) è quello di riuscire a svolgere la propria programmazione avendo solo due ore d’insegnamento settimanali per classe. Le scuse “non riesco perché non ho tempo”, “rimango indietro” non reggono. Manca di base il desiderio di “perdere” un po’ di tempo per diventare un po’ più tecnologici, sedersi e programmare un insegnamento non con le tecnologie ma nelle tecnologie (vi ricorda qualcosa?).
    Quanti dei nostri futuri colleghi di qualsiasi disciplina sa cos’è una WebQuest?
    Bisognerebbe fare un po’ come Anna Maria che all’inizio della SSISS e fino al suo primo intervento in questo blog non fa altro che ripetere che con le nuove tecnologie si sente imbranata, ecc. ecc. Ma ha imparato a usare il computer piuttosto bene, è andata a seguire il seminario sulle WebQuest al Goethe, ha imparato a usate Hot Poteatos e scrive (tanto!) cose interessanti su questo blog..
    Anna.. perdona quest’ultima considerazione. .. in fondo tra poco festeggiamo il nostro secondo anno di “matrimonio”…

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  27. Buonasera a tutti,
    scusate il ritardo, son stato un po’ malato ed arrivo solo ora a dire la mia sul WebQuest. Visto che siamo, me compreso, tutti d’accordo che il web questo è uno strumento interessante e utile per l’apprendimento sia di lingua che di cultura, mi permetto di porre, provocatoriamente, una domanda in relazione al “punto debole” del WebQuest proposto da Annamaria: perché bisognerebbe tornare agli strumenti tradizionali? In questo mi trovo d’accordo con quanto detto da Alessia: magari i metodi tradizionali sono obsoleti. Premetto che sono favorevole agli strumenti tradizionali, così come sono favorevole al WebQuest ed a tutto ciò che serva ad insegnare lingua e cultura ai ragazzi. Il punto debole evidenziato da Annamaria mi ha solo portato ad effettuare una serie di riflessioni sul fatto che una WebQuest, se ben strutturata, presenta un livello di coinvolgimento per i ragazzi che metodologie tradizionali non hanno, e forse questo “stuzzicare” gli alunni riesce a mettere in moto quella motivazione che tanto viene ricercata dagli insegnanti.
    La WebQuest gioca sulla teoria delle intelligenze multiple di Garner, secondo la quale ognuno di noi è dotato non di un’unica intelligenza misurabile con un QI, ma da diverse intelligenze (linguistico/verbale, kinestetica, visivo/spaziale, musicale, intrapersonale, interpersonale, più o meno sviluppate, e sulla triarchia di Robert Sternberg (intelligenza analitica, quella pratica e quella creativa).
    La WebQuest stimola queste intelligenze, ed utilizza gli stili cognitivi che queste intelligenze multiple mettono in moto pretendendo dai ragazzi una serie di processi complessi con i quali dovranno raggiungere un obiettivo. Da questa riflessione mi è tornato in mente uno schema che avevo intravisto non troppo tempo fa il quale evidenziava come una percentuale bassissima di ciò che viene ascoltato rimane in testa agli alunni, percentuale che è destinata a salire se gli studenti scrivono le nozioni, e che aumenta in modo esponenziale se gli studenti “fanno” ciò che viene loro insegnato. La WebQuest permette ai ragazzi di fare apprendimento, riuscendo ad aumentare la percentuale di nozioni apprese. Ed allora io dico “facciano” queste WebQuest! :)

    A dopo...

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  28. Buongiorno!
    Ieri sera mi sono messo a navigare un po’ in rete e sono incappato in un paio d’info interessanti sul WebQuest, ho scoperto quindi che questa metodica di lavoro è stata ideata da Bernie Dodge dell’Università di San Diego (USA) nel 1995 e che lo stesso Dodge distingue, in base alla durata, due tipi di webquest: una di due-tre lezioni finalizzata alla raccolta di dati conoscitivi e alla loro strutturazione (Short Term WebQuests) e una seconda di lunga durata (Longer Term WebQuests) che giunge alla rielaborazione del materiale, raccolto intorno a uno specifico argomento, finalizzata alla realizzazione di un prodotto. Dodge propone diversi tipi di webquest, classificati secondo lo scenario, i compiti e i ruoli e raggruppati nei dodici modelli della sua tassonomia (taskonomy):

    1. Svolgere una relazione (Retelling Tasks)
    2. Compilare una ricerca (Compilation tasks)
    3. Risolvere un mistero (Mystery Tasks)
    4. Investigare (Journalistic Tasks)
    5. Progettare (Design Tasks)
    6. Elaborare un prodotto (Creative Product Tasks)
    7. Creare consenso (Consensus Building Tasks)
    8. Persuadere (Persuasion Tasks)
    9. Conoscere se stesso (Self-Knowledge Tasks)
    10. Analizzare (Analytical Tasks)
    11. Giudicare (Judgment Tasks)
    12. Condurre un esperimento scientifico (Scientific Tasks)

    Se volete approfondire un attimo i 12 punti sopra elencati vi invito a visitare questo link: http://www.uciimtorino.it/webquest.pdf

    Buon sabato!

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  29. Noi ci siamo cimentate con una Short Term Web Quest che aveva come finalità quella di far riflettere gli studenti sul ruolo della Forma a livello di regole sociali prendendo spunto dal recente Summit Nato di Strasburgo dove il nostro Presidente del Consiglio, impegnato al telefonino, ha lasciato attendere a lungo la cancelliera Merkel che faceva gli onori di casa sempre più in evidente imbarazzo, creando uno dei tanti casi diplomatici. L'evento ci ha ispirato un lavoro trasversale sul tre L2 in cui gli studenti vengono inviatati a svolgere una ricerca guidata su tre quotidiani per lingua, un tg nazionale e un video al fine di rilevarne le reazioni. In questo modo, non solo si stimola la riflessione culturale trasversale, ma si esercitano le abilità di comprensione orale e produzione scritta.
    La creazione di questa WQ non ci ha creato particolari problemi tecnici, salvo qualche difficoltà nei link alle immagini. Oltre a divertirci, ci ha stimolato a utilizzare il mezzo per trattare in modo più interattivo svariati argomenti utilizzando la modalità didattica del learning by doing.
    Alessia, Anna Maria e Barbara

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  30. Buonasera, girovagando nella rete sono "inciampata" in una webquest francese, particolarmente interessante per noi insegnanti poichè tratta dei paesi francofoni africani. Ve la segnalo: www.feo.hvu.nl/koen2/tqafrique. Le sezioni sono interessanti ed accattivanti, utili per introdurre il tema della francofonia nelle nostre classi; si tratta infatti di un tema non troppo sovente trattato in aula, sebbene ricchissimo dal punto di vista culturale.
    Potrebbe essere uno spunto per un futuro lavoro, sebbene io debba innazitutto trovare una risposta alla domanda: "ma come si inseriscono le animazioni in una webquest??????" :-(( finora sono arrivata alle immagini....

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  31. Ciao a tutti!
    ...è vero, ci stiamo divertendo con le WQ, anche se io ribadisco che lo studio non potrà mai prescindere dai libri, dai giornali, dalla filmografia, dal teatro e da tutte le forme "nate tradizionali" (altrimenti dette classiche!!!) o diventate tradizionali, da tempo o di recente; forme alle quali - questo sì, ve lo concedo- si stanno aggiungendo tutte le nuove tecnologie, che sto anch'io scoprendo, ma che mi ostino ad usare con parsimonia, proprio perchè attirano tanto l'attenzione degli utenti, da deprimere le forme tradizionali, che non reggono la concorrenza sul piano..."estetico?...diciamo pure sul piano del divertimento"...
    E così, confermo ancora la mia convinzione che WQ & C. a mio avviso debbano costituire uno degli strumenti per variare la ns offerta didattica, ma non ancora (non di principio) la rivoluzione didattica...
    Non scambiatelo per scetticismo: non lo è affatto, ma piuttosto per prudenza...Ah:dimenticavo...NON ho mai parlato di didattica frontale: quella sì, che la ritengo deprimente e superata...Quella sì che la limiterei al massimo, anche se tutti i Colleghi, anche quelli che stimo di più mi dicono che ogni tanto la riutilizzano e non se ne vergognano affatto!
    ....Per darvi però ulteriore prova della mia buona disposizione verso le NT, vi propongo di venire con me dentro una WQ che utilizzerei senz'altro se mi toccasse la buona sorte di accompagnare una mia IV o V superiore in gita a Berlino e se avessi il tempo di gestire la preparazione alla visita d'istrruzione:

    http://it.geocities.com/ciututa90/start.htm

    Se ci siete entrati vi sarete accorti della precisione teutonica con cui la Collega ha indicato i destinatari, i compiti, differenziati per gruppo di lavoro, i temi sui quali effettuare la ricerca, a sua volta funzionale al programma stabilito per la gita, le fonti presso cui acquisire le informazioni e le caratteristiche formali della presentazione dei lavori prodotti...
    Rimangono giustamente liberi ed affidati alla fantasia, alla abilità tecnico-artistica dei ragazzi ed alle loro capacità espressive i formati delle presentazioni ed i linguaggi scelti per esprimersi.
    La valutazione dei lavori è coerente con gli obiettivi dati dall'insegnante e contempla il grado di raggiungimento degli stessi, nella tempistica, nei contenuti specifici, nella competenza linguistica espressa, in quella tecnologico-artistica e nella capacità di interagire in gruppo.
    Mi sembra proprio un bel progetto: magari lo personalizzerei con obiettivi tematici più "monografici", ma l'idea è ottima...ne sono davvero compiaciuta. Che ne pensate?
    un caro saluto.anna maria

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  32. Buonasera a tutti,

    Oggi vi delizierò con l’analisi di una WebQuest che ho trovato in rete. Visto che so che non state nella pelle e non vedete l’ora di leggere, non mi dilungo interiormente e vado a cominciare. La WQ in questione si trova al link:

    http://www.xtec.net/~jcunille/Amazing%20Superlatives/index.htm

    L’autore del WQ, il signor Josep Cunillera Solé, ipotizza che questo lavoro possa andare bene per una classe di ragazzi di prima media, cosa che mi sento di condividere per quanto riguarda l’argomento trattato, ma forse, ed in questo concordo con quanto asserito da Federica, potrebbe essere un po’ complesso per loro fare ricerche in internet.
    Per quanto riguarda il layout della WQ, devo dire che a me piace molto, lo trovo semplice e pulito. Il fondo è chiaro e rilassante, ed è simpatico il fatto che tutto il lavoro sembri rilegato come un quaderno. Un’altra cosa che ho molto apprezzato è il fatto che le hot words necessarie per la navigazione nel sito siano “bloccate” e quindi rimangano presenti anche quando si scorre la pagina verso il basso, cosa molto utile se si vuole saltare da una pagina all’altra. Mi piace anche molto il fatto che le hot words rimandino effettivamente ad un’altra pagina (aumenta l’effetto libro), piuttosto che ad una sezione presente nella stessa pagina iniziale. La pagina “introduction” è lodevole per la brevità e la capacità di sintesi, e se fossi uno studente l’esempio mi tornerebbe molto utile. Nella pagina “Task” trovo pratico che vengano elencate quelle che saranno le competenze acquisite alla fine di questa WQ, motiva i ragazzi ed aiuta a capire che cosa devono fare. La pagina “process”, vero fulcro della WQ, descrive con precisione i ruoli di ciascun ragazzo all’interno del gruppo, quindi viene detto loro che cosa dovranno fare a livello di gruppo, e poi, passo per passo, ciò che dovranno fare a coppie. Poteva forse essere fornito qualche esempio del risultato atteso da loro, ma di questo mi lamenterò in seguito…:)
    Un appunto tecnico da fare è che i link forniti dalla WQ, una volta cliccati, non aprono la pagina ma, non so perché, rimandano alla parte superiore della pagina, il che obbliga chi lo utilizza a copiare ed incollare i link in una nuova pagina o scheda se si vogliono visualizzarli. Scomodossimo. Gli ultimi due link della pagina servono per la preparazione del layout della pagina, e, mentre l’ultimo lo trovo un utile esempio per fornire idee ai ragazzi su come impaginare il lavoro, il penultimo rimanda ad una pagina guida della Microsoft che penso sia un po’ troppo difficile per studenti di quell’età. Un appunto che si può fare è che sarebbe stato meglio inserire prima questi link e fornire loro maggiore visibilità in modo che i ragazzi lo visionassero prima ed avessero idea di come fare il lavoro, cosa di cui mi sono lamentato in precedenza :). Avrei inoltre optato per dei tutorial di Word (più comune ed utilizzato) e non di Publisher.
    La pagina “evaluation” ha come qualità il fatto che debba essere compilata (bisogna cliccare il livello raggiounto) e che i risultati siano disponibili solo al termine della compilazione, questo aumenta l’interesse e la curiosità dei ragazzi che vivono questo momento come punto d’arrivo di un quiz che svela loro una serie di caratteristiche. La pagina si compone di due tabelle, la prima valuta il risultato scritto della WQ, mentre la seconda il lavoro sia individuale che cooperativo svolto.
    La pagina “conclusion” non ha molta utilità a mio modo di vedere, ribadendo ed amplificando quanto detto nella pagina “task”. Avrei forse pensato a qualcosa di più simpatico e dinamico: secondo me i ragazzi saltano questa pagina a piè pari.
    Che ne dite?

    ….mi metto alla ricerca di altre WQ….

    Christian

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  33. Arieccomi!

    Buon pomeriggio a tutti!
    Oggi vorrei parlarvi di una WQ “animalista” che si trova al link:

    http://questgarden.com/45/75/2/070118210612/index.htm

    La WQ si presenta molto semplice e dalle linee pulite ed essenziali. I colori dominanti sono il bianco ed il blu (quest’ultimo senz’altro per richiamare il colore dell’oceano). Dario Sanchez, creatore della WQ, indica come destinatari alunni del secondo e terzo anno di una scuola superiore. Io propenderei per una classe terza...
    Il compito dei ragazzi è di preparare sia una presentazione PowerPoint sia una tesina scritta inerente ad una specie di balena a loro scelta. Dovranno inoltre disegnare su un cartellone la balena che sceglieranno. Nella WQ non viene indicato il fatto che il lavoro debba essere fatto in gruppo, immagino quindi che sia stata pensata per far svolgere ai ragazzi un lavoro individuale. La cosa mi può star bene, ho solo qualche riserva sulla tempistica del lavoro. Il Signor Sanchez ipotizza una durata di 5 ore, ma forse sono un po’ poche se all’alunno viene chiesto di: cercare le info, scrivere una tesina, preparare una PowerPoint, disegnare una balena (con determinate caratteristiche molto ben specificate nella WQ) e svolgere degli esercizi.
    Le pagine “introduction” e “task” sono chiare ed essenziali, ma forse un paio di foto in più ed un font un po’ più accattivante li avrebbero resi un po’ meno anonimi….La pagina “task” fornisce diversi link dai quali prendere le info necessarie per preparare il lavoro e spiega punto per punto che cosa fare. Vengono fornite informazioni dettagliate per il disegno della balena e precise indicazioni sulle parti che devono comporre il PowerPoint. Sinceramente sono rimasto un po’ perplesso del fatto che non viene fornito un link ad un tutorial per quanto riguarda la presentazione PowerPoint, il quale, benché non sia un programma difficile, dalla mia esperienza vedo che in seconda o in terza liceo non è ancora il pane quotidiano dei ragazzi. Inoltre un semplice tutorial avrebbe potuto svelare un paio di trucchi sul PowerPoint che avrebbero catturato l’attenzione dei ragazzi e li avrebbero spronati a “smanettare” con questo programma, cosa che può essere molto divertente. Diciamo quindi che l’autore ha perso una buona occasione per invogliare gli studenti. La pagina “evaluation” riporta ad un sito web che ha una griglia di valutazione. Rimango perplesso nel vedere che non viene valutata la PowerPoint, evidentemente il realizzatore della WQ ed io la pensiamo proprio in maniera diversa, io gli avrei dato molto più peso. La pagina “conclusion” offre una serie di link a dei siti contenti degli esercizi inerenti all’argomento. Bella idea! Ed esercizi niente male! Altri cinque link rimandano ad altrettanti siti che si occupano di salvaguardia delle balene. Ottima idea per sensibilizzare il problema.
    Concludo aggiungendo che mi sarebbe piaciuto vedere un filmatino sulle balene. Avrebbe potuto essere lo spunto per le attività richieste ed avrebbe fatto la sua bella figura!

    Buona serata a tutti!

    Christian

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